Lo sapevo già. I miei log dicono che l’ho fatto lo stesso. Ho misurato una settimana di lavoro con Claude Code, e il numero che conta non è quello grande.

La settimana dal 14 al 18 settembre 2026, letta dai log locali di Claude Code.
Una settimana, misurata
Dal 14 al 18 settembre: cinque giorni di lavoro con un solo agente, Claude Code.
Il numero che conta è un altro
Il 98,3% di quei token è rilettura. L’AI non ricorda nulla tra un passo e l’altro: ogni volta rilegge tutta la conversazione. Il testo che scrive davvero è lo 0,28%.
Il setup regge
Cosa tiene in piedi il conto
- La cache rilegge a un decimo del prezzo
- 537 strumenti collegati non pesano nulla finché non servono
- La memoria permanente occupa l’1,7% della finestra
A listino API la settimana vale circa 1.653 dollari invece di 12.492. Non è quello che pago, è quanto varrebbe quel lavoro a tariffa piena.
L’errore sta in tre sessioni su 105
Tre maratone che da sole hanno consumato il 40% dei token. A inizio sessione ogni passo rilegge circa 50 mila token, in una maratona quasi un milione. Stesso tipo di lavoro, ogni singolo messaggio pesa quasi venti volte tanto.
Il motivo è banale. Quando si è in flusso si va come un treno. Si cambia argomento, poi un altro, e non si apre una sessione nuova perché sembra tempo perso. Intanto si paga la rilettura di tutto quello che è venuto prima, anche di quello che non serve più.
La regola che mi sono riscritto
È semplice: quello che deve sopravvivere va in un documento di progetto, e quando cambia il tema si riparte da una sessione nuova.
In sintesi. In questa settimana quasi tutto quello che l’agente ha elaborato era rilettura, e il peso di ogni messaggio è cresciuto con la lunghezza della conversazione. Avete un criterio per decidere quando ripartire da zero con l’AI, o lo decide la stanchezza?
Sessioni, contesto e memoria nei file sono fra i temi della nostra guida a Claude Code, scritta per chi lo usa al lavoro.
Questo articolo nasce da un post pubblicato su LinkedIn.





