Tre mosse. Il cubo di Rubik è risolto e i social sono impazziti. Prima di gridare al miracolo, però, ci sono due cose che nel video non trovi.
La gara pubblicata da AI/ML API: quattro modelli, lo stesso cubo mescolato.
La gara
Nel test pubblicato da AI/ML API quattro modelli ricevono lo stesso cubo mescolato, con un limite di venti mosse o cinque minuti.
Opus 5.5 sta fermo un minuto abbondante, poi ne fa tre e il cubo è a posto.
Primo: il cubo era corto
Un cubo che si risolve in tre mosse era a tre mosse dalla soluzione. Il post parla di venti mosse casuali, ma se la strada più corta è lunga tre, il mescolamento reale era corto. Non è un cubo da campionato, è un cubo da esame di ammissione.
Secondo: non erano quattro modelli dello stesso tipo
Jev e Laya non sono modelli linguistici. Sono modelli di decisione: prendono lo stato e scelgono una mossa tra le candidate, subito, senza ragionare. Sono costruiti per la velocità.
Metterli in gara con un modello che pianifica è come confrontare un riflesso con un progetto. E la demo, va detto, è il contenuto promozionale di chi vende l’accesso a tutti e quattro.
Cosa mostra davvero il video
Tre modelli hanno agito al primo input. Uno ha letto lo stato, ha capito dov’era e poi ha mosso.
È la stessa differenza che vedo negli agenti in azienda. Quelli che eseguono subito e quelli che prima verificano da dove partono. Il secondo tipo sembra più lento. Poi conti le mosse.
In sintesi. Nei vostri processi, chi controlla lo stato prima di partire? Le persone, il sistema o nessuno?
Come si costruisce un agente che prima legge lo stato e poi agisce lo raccontiamo nella guida dedicata a web app e agenti.
Questo articolo nasce da un post pubblicato su LinkedIn.





