Figure ha mandato il suo umanoide in trenta case che non aveva mai visto. Il risultato interessante non è quanto ci è riuscito, ma da dove ha imparato: dai gesti di casa di centinaia di migliaia di persone.
L’umanoide di Figure in una delle case della prova: mai vista prima, nessun dato raccolto lì dentro.
La prova: trenta case, tre compiti
Figure ha presentato Helix 2.5 mandando il robot in 30 case affittate nella Bay Area, mai viste prima e senza raccogliere un solo dato lì dentro. I compiti erano tre: rifare il letto, piegare gli asciugamani, rimettere a posto i giochi sparsi in salotto.
Il numero vero è quel 56 per cento. E oggi né il modello né il robot sono in vendita. Quindi no, domani non si smette di rifare il letto. Però il salto da 9 a 56 ha un nome preciso.
Il nome del salto è Index
È l’app che Figure ha reso pubblica il 25 agosto. Paga persone comuni per filmarsi mentre cucinano, puliscono, sistemano.
I numeri dichiarati di Index
- Oltre 16 milioni di video
- 108 paesi di provenienza
- 44.000 contributori attivi ogni settimana
- 15 milioni di dollari già versati a chi si filma
Un film che abbiamo già visto
I modelli linguistici hanno imparato dai testi che avevamo scritto gratis. I robot imparano dai gesti che oggi ci facciamo pagare per registrare. Cambia il compenso, non il meccanismo.
Per questo la domanda utile non è quando arriverà il robot in casa. È chi possiede i gesti che lo hanno addestrato.
In sintesi. Il robot non conosceva quelle case, ma conosceva il modo in cui le persone le tengono in ordine. Vi filmereste mentre rifate il letto, sapendo a cosa serve quel video?
Questo articolo nasce da un post pubblicato su LinkedIn.





