Devo decidere se comprarla. Google ha presentato una tastiera in cui i tasti scorrono su quattro nastri trasportatori e arrivano sotto il dito.
Gboard Kurukuru: i tasti girano su quattro nastri e arrivano sotto il dito.
È il tasto che viene da te
Non sei tu che vai verso il tasto, è il tasto che viene da te. Ventinove tasti per nastro, 116 in tutto, maiuscole e minuscole senza Shift, tutto con una mano sola.
Ho cercato il prezzo e ho scoperto due cose
La prima: non è in vendita e non lo sarà. Si chiama Gboard Kurukuru ed è il quindicesimo capitolo di una tradizione che il team giapponese di Gboard porta avanti dal 2010. Ogni primo ottobre, il 10/1 in onore del layout a 101 tasti, esce una tastiera assurda.
La seconda: funziona davvero. L’hanno costruita, e i progetti sono pubblicati in open source. Chi la vuole se la fa.
In rete c’è già chi osserva, serissimo, che non risolve un problema che qualcuno aveva. Certo che no. È esattamente il punto.
Quello che mi interessa
Un gruppo di ingegneri che da quindici anni si prende il tempo di portare un’idea inutile fino al prototipo funzionante. Non l’idea in sé: l’abitudine di finirla.
Quindi no, non la compro. Mi tocca costruirla.
In sintesi. Nella vostra azienda, quando è stata l’ultima volta che qualcuno ha costruito qualcosa solo per vedere se si poteva?
Sul sito teniamo una sezione di giochi costruiti per il gusto di vedere come funzionano le cose, dalla macchina di Galton alla legge di Little.
Questo articolo nasce da un post pubblicato su LinkedIn.





