Guida a Claude Code  ·  Capitolo 2

Come funziona davvero

Capire il meccanismo non è curiosità tecnica: è quello che vi fa scrivere richieste migliori e riconoscere prima quando qualcosa sta andando storto.

7 minuti di lettura
Capitolo 2 di 12
Guida a cura di EthosInnova

Come funziona Claude Codevideo ufficiale Anthropic, corso Claude Code in Action

Alla fine di questo capitolo

  • Sapete descrivere il ciclo agentico in tre passaggi
  • Sapete che cosa succede quando la memoria di lavoro si riempie
  • Conoscete le quattro modalità di autorizzazione e la logica che le distingue

Il ciclo

Voi scrivete una richiesta. Claude raccoglie il contesto che gli serve, compie un'azione, e poi verifica se quello che ha ottenuto risponde davvero alla richiesta. Se sì, si ferma e aspetta. Se no, torna indietro e riprova.

Il terzo passaggio è quello che conta. Una chat produce una risposta e si ferma lì: giudicarla tocca a voi. Un agente prova, guarda l'esito, e ricomincia da capo se non regge. È la sola differenza che vale la pena imparare.

Il ciclo agentico

Il prompt entra una volta sola. Poi il giro si ripete finché il risultato non è completo e verificabile, e voi potete infilarvi dentro in qualsiasi momento.

Il tuoprompt1Raccoglie il contestolegge quello che gli serve, non tutto2Compie un'azionemodifica un file, lancia un comando3Verifica il risultatol'obiettivo è raggiunto oppure nose non regge, torna indietro e riprovase regge, si ferma e aspetta teIl ciclo agentico, in tre passaggiin qualsiasi momento potete aggiungere contesto, interrompere o cambiare direzioneè il passaggio 3 a distinguere un agente da una chat: controlla il proprio lavoro

il ciclo che gira da solo
dove entrate voi

Gli strumenti sono la spina dorsale

Un assistente normale prende testo e restituisce testo. Gli strumenti sono quello che permette a Claude Code di decidere, da solo, che a questo punto conviene leggere un file, lanciare un comando o cercare qualcosa in rete.

Non c'è un elenco di comandi da imparare: Claude capisce dalla richiesta quale strumento serve e cosa farne del risultato. È lo stesso meccanismo che, più avanti, vi permetterà di aggiungergli strumenti vostri.

Quando la memoria si riempie

La finestra di contesto contiene la conversazione, i file letti, gli esiti dei comandi. Quando si avvicina al limite Claude Code comprime da solo: decide cosa riassumere e cosa buttare, e recupera spazio.

Vederlo succedere la prima volta sorprende, perché la conversazione si accorcia sotto gli occhi. È normale, ed è il capitolo sei a spiegare come governarlo invece di subirlo.

Quanta autonomia dargli

Manuale

Chiede il permesso prima di ogni modifica a un file e prima di ogni comando. È la modalità con cui vale la pena cominciare.

Accettazione automatica

I file li modifica senza chiedere, i comandi ve li chiede comunque. È il compromesso che quasi tutti finiscono per usare.

Automatica

Lavora senza fermarsi. Un controllo di sicurezza in sottofondo esamina ogni azione e blocca quelle distruttive o fuori perimetro.

Ce n'è una quarta, la modalità pianificazione, che sta un po' a parte: usa solo strumenti di lettura per studiare il problema e proporvi un piano, senza toccare niente. Ne parla per bene il capitolo quattro.

Un avvertimento che vale la pena prendere sul serio

Dare a Claude Code la possibilità di eseguire qualunque comando senza limiti significa che un errore diventa più difficile da intercettare prima che accada. La comodità si paga in sorveglianza, e la scelta cambia parecchio a seconda di che cosa c'è nella cartella da cui lo avete avviato.

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