Guida a Claude Code  ·  Capitolo 6

Governare il contesto

Il contesto è la memoria di lavoro. Ogni file letto, ogni comando eseguito, ogni messaggio occupa spazio. Governarlo è la differenza fra una sessione produttiva e una faticosa.

8 minuti di lettura
Capitolo 6 di 12
Guida a cura di EthosInnova

Gestione del contestovideo ufficiale Anthropic, corso Claude Code in Action

Alla fine di questo capitolo

  • Sapete che cosa consuma la finestra di contesto e a che velocità
  • Sapete quando comprimere e quando invece azzerare
  • Sapete perché una richiesta precisa costa meno di una vaga

Che cosa consuma lo spazio

Tutto quello che passa: i vostri messaggi, i file che apre, i comandi che lancia e quello che quei comandi stampano. Lo spazio è ampio ma finito, e si riempie più in fretta di quanto sembri, soprattutto quando Claude sta cercando qualcosa.

Cosa succede quando si riempie

La finestra viene compressa in automatico: i dettagli importanti diventano un riassunto, gli esiti dei comandi che non servono più vengono buttati. Durante l’operazione lo vedete scritto a schermo, e alla fine ricevete un riepilogo di dove eravate arrivati.

La compressione ha un prezzo

Nel riassunto qualche dettaglio si perde. Non è un difetto: è il compromesso che permette di continuare. Ma è il motivo per cui conviene decidere voi quando comprimere, invece di lasciare che succeda nel punto peggiore.

Prima e dopo una compattazione

A sinistra una sessione lunga: quasi tutto lo spazio è occupato da cose lette e comandi eseguiti. A destra la stessa sessione dopo il comando, con il lavoro riassunto e lo spazio tornato disponibile.

Primafile letti, comandi eseguiti, tutta la conversazione/compactDopoun riassunto al posto della cronologia, e lo spazio tornasuccede da solo quando lo spazio finisce, e potete chiederlo voi primanel riassunto qualche dettaglio si perde

spazio occupato
spazio ancora libero

I tre comandi

Cosa fanno, e quando servono

/compact riassume tutto fino a qui e libera spazio
/clear azzera: nessuna memoria della sessione precedente
/context mostra quanto spazio c’è e chi se lo sta prendendo

Comprimere quando state ancora lavorando alla stessa cosa e vi serve continuare senza perdere il filo.

Azzerare quando cambiate argomento. La conversazione precedente, in un lavoro nuovo, non aiuta: orienta le risposte nella direzione sbagliata.

Controllare quando avete la sensazione che stia rallentando, per vedere cosa sta occupando lo spazio.

Perché essere precisi conviene, anche economicamente

Questo è il passaggio meno intuitivo di tutto il corso, ed è quello che vale la pena portarsi via anche se non programmerete mai. Una richiesta vaga sembra più leggera: è più corta. In realtà costa molto di più.

Senza istruzioni chiare Claude è costretto a esplorare il progetto per capire cosa intendevate, e ogni file aperto per indovinare occupa spazio che poi non avrete per il lavoro vero. Due righe di precisione in più valgono venti file non letti.

Un prompt vago non è più economico: è più caro, e lo paga la parte di sessione che viene dopo.

Altri due modi di risparmiare

Tenete puliti i collegamenti

I collegamenti a strumenti esterni caricano la descrizione di tutto quello che sanno fare, anche quando non li state usando. Si spengono quando non servono.

Usate i subagenti

Hanno una finestra tutta loro. Per le domande di cui vi serve solo la risposta, il lavoro lo fanno altrove e a voi arriva il riepilogo.

Preferite le Skills

Funzionano come i collegamenti esterni, ma non si caricano tutte in anticipo: entrano quando la richiesta le riguarda.

Per le cose che devono sopravvivere alla fine della sessione non serve nessuno di questi accorgimenti: si scrivono nella memoria del progetto, e ci sono ancora domani. Il capitolo seguente parla solo di quello.

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