Governare il contesto
Il contesto è la memoria di lavoro. Ogni file letto, ogni comando eseguito, ogni messaggio occupa spazio. Governarlo è la differenza fra una sessione produttiva e una faticosa.
Alla fine di questo capitolo
- Sapete che cosa consuma la finestra di contesto e a che velocità
- Sapete quando comprimere e quando invece azzerare
- Sapete perché una richiesta precisa costa meno di una vaga
Che cosa consuma lo spazio
Tutto quello che passa: i vostri messaggi, i file che apre, i comandi che lancia e quello che quei comandi stampano. Lo spazio è ampio ma finito, e si riempie più in fretta di quanto sembri, soprattutto quando Claude sta cercando qualcosa.
Cosa succede quando si riempie
La finestra viene compressa in automatico: i dettagli importanti diventano un riassunto, gli esiti dei comandi che non servono più vengono buttati. Durante l’operazione lo vedete scritto a schermo, e alla fine ricevete un riepilogo di dove eravate arrivati.
La compressione ha un prezzo
Nel riassunto qualche dettaglio si perde. Non è un difetto: è il compromesso che permette di continuare. Ma è il motivo per cui conviene decidere voi quando comprimere, invece di lasciare che succeda nel punto peggiore.
Prima e dopo una compattazione
A sinistra una sessione lunga: quasi tutto lo spazio è occupato da cose lette e comandi eseguiti. A destra la stessa sessione dopo il comando, con il lavoro riassunto e lo spazio tornato disponibile.
I tre comandi
Cosa fanno, e quando servono
/compact riassume tutto fino a qui e libera spazio
/clear azzera: nessuna memoria della sessione precedente
/context mostra quanto spazio c’è e chi se lo sta prendendo
Comprimere quando state ancora lavorando alla stessa cosa e vi serve continuare senza perdere il filo.
Azzerare quando cambiate argomento. La conversazione precedente, in un lavoro nuovo, non aiuta: orienta le risposte nella direzione sbagliata.
Controllare quando avete la sensazione che stia rallentando, per vedere cosa sta occupando lo spazio.
Perché essere precisi conviene, anche economicamente
Questo è il passaggio meno intuitivo di tutto il corso, ed è quello che vale la pena portarsi via anche se non programmerete mai. Una richiesta vaga sembra più leggera: è più corta. In realtà costa molto di più.
Senza istruzioni chiare Claude è costretto a esplorare il progetto per capire cosa intendevate, e ogni file aperto per indovinare occupa spazio che poi non avrete per il lavoro vero. Due righe di precisione in più valgono venti file non letti.
Altri due modi di risparmiare
Tenete puliti i collegamenti
I collegamenti a strumenti esterni caricano la descrizione di tutto quello che sanno fare, anche quando non li state usando. Si spengono quando non servono.
Usate i subagenti
Hanno una finestra tutta loro. Per le domande di cui vi serve solo la risposta, il lavoro lo fanno altrove e a voi arriva il riepilogo.
Preferite le Skills
Funzionano come i collegamenti esterni, ma non si caricano tutte in anticipo: entrano quando la richiesta le riguarda.
Per le cose che devono sopravvivere alla fine della sessione non serve nessuno di questi accorgimenti: si scrivono nella memoria del progetto, e ci sono ancora domani. Il capitolo seguente parla solo di quello.
Vuoi portarlo dentro la tua azienda?
Leggere una guida e cambiare il modo in cui si lavora sono due cose diverse. Negli Ethos Lab AI si parte dai vostri processi e si finisce con qualcosa che funziona il lunedì dopo.