Guida a Claude Code  ·  Capitolo 9

I subagenti

Un subagente lavora in parallelo, ha uno spazio di memoria tutto suo, e al lavoro principale restituisce solo quello che ha capito. Non serve ad andare più veloce: serve a non sporcare il contesto che vi serve dopo.

6 minuti di lettura
Capitolo 9 di 12
Guida a cura di EthosInnova

I subagentivideo ufficiale Anthropic, corso Claude Code in Action

Alla fine di questo capitolo

  • Sapete perché esistono i subagenti, e non è la velocità
  • Sapete quali compiti conviene affidargli
  • Sapete come si crea il proprio e cosa decide quando viene chiamato

Il vero motivo

Buona parte del contesto di una sessione se ne va in esplorazione: file aperti per capire dov’è una cosa, ricerche fatte per confermare un dettaglio. Quasi niente di quel materiale serve dopo, ma è già dentro e occupa spazio.

Un subagente prende quel compito, lo svolge nella propria finestra di contesto, e quando ha finito riassume e restituisce solo il riassunto. Voi ottenete la risposta, senza il percorso fatto per arrivarci.

Il subagente fa il viaggio, voi ricevete la destinazione.

Due finestre, non una

A sinistra il contesto principale, che vi serve pulito perché è dove state lavorando. A destra il subagente: si riempie tutto lui, e quando ha finito sparisce.

Il contesto principalequello su cui state davvero lavorandoresta pulito: entra solo il riepilogoIl subagentefinestra tutta sua, in parallelosi riempie tutto lui, e poi spariscetorna un riepilogoparte una domandail subagente fa il viaggio, voi ricevete la destinazionenon serve a andare più veloce: serve a non riempire lo spazio che vi serve dopo

il contesto che volete pulito
quello che potete sporcare

Che cosa affidargli

Tutto quello di cui vi serve la conclusione e non il ragionamento. Dove stanno i punti di ingresso dell’autenticazione. Come è organizzata questa parte del progetto. Quali file toccherebbe una certa modifica.

Sono domande la cui risposta sta in due righe, ma il cui lavoro richiede di aprire venti file. È esattamente il profilo giusto.

Crearne uno vostro

La procedura guidata

/agents → Create new agent

Vi guida in pochi passaggi: dove deve valere, a cosa serve, quali strumenti può usare, e persino di che colore mostrarlo. Alla fine Claude genera nome, descrizione e istruzioni.

La descrizione non è un’etichetta: è il criterio con cui Claude decide quando chiamarlo. Se è vaga, non verrà mai attivato al momento giusto.

Sono file di testo, quindi valgono le stesse regole del capitolo precedente: uno nella vostra configurazione se serve a voi, uno nel progetto se serve a chiunque ci lavori.

Due personalizzazioni in più

Memoria fra una volta e l’altra

Un subagente può conservare quello che ha imparato. Utile se lo usate con continuità sugli stessi progetti.

Skills precaricate

Si possono elencare le Skills che deve avere subito. Attenzione: qui la Skill entra per intero nel contesto, e il risparmio di spazio non c’è.

Un’idea che vale fuori dal codice

La struttura è la stessa di una delega ben fatta in azienda: a chi delega serve la conclusione, non il percorso. Chi consegna trecento righe di ricerca invece di una risposta non ha delegato: ha spostato il lavoro.

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Leggere una guida e cambiare il modo in cui si lavora sono due cose diverse. Negli Ethos Lab AI si parte dai vostri processi e si finisce con qualcosa che funziona il lunedì dopo.

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