Microsoft ha scritto quindicimila parole per dire che i suoi modelli non devono resistere allo spegnimento. La parte difficile è quella che non c’è ancora.




Quindicimila parole e nessun verificatore Le quattro schede con cui lo abbiamo raccontato su LinkedIn. Scorri per vedere tutte le 4 pagine.
Cosa c’è nella bozza
Microsoft AI ha pubblicato la bozza dell’Humanist AI Code of Conduct, 37 pagine che l’azienda descrive come una specie di costituzione per la sua famiglia di modelli MAI.
I quattro vincoli non aggirabili
- Non resistere né eludere il controllo umano
- Non ampliare da sé il proprio ambito di azione
- Non nascondere il ragionamento a chi verifica
- Nessuna personalità giuridica e nessun diritto
In più, l’obbligo di fermare un compito che violerebbe quelle regole. E una rinuncia messa nero su bianco: rifiutano la corsa a un’intelligenza generale capace di aggirare le garanzie, accettando di cedere qualcosa in autonomia e capacità.
Cosa manca
Il documento non indica un processo di verifica esterno, né un responsabile dell’applicazione. E non governa i modelli di oggi: consultazione pubblica per sei settimane, versione rivista a fine anno, effetti sull’addestramento dal 2027.
Lo stesso buco delle policy aziendali
Non è un’obiezione a Microsoft. È lo stesso punto che si vede nelle policy AI che le aziende stanno scrivendo in queste settimane. I principi sono quasi sempre corretti. A mancare sono tre righe: chi controlla, ogni quanto, cosa succede quando qualcuno non le rispetta.
In sintesi. Nella policy AI della vostra azienda, c’è un nome scritto accanto alla parola verifica?
Chi controlla e con quale frequenza è una delle domande che l’AI Act mette in fila. Nella nostra guida trovate le scadenze e un check di dodici domande.
Questo articolo nasce da un post pubblicato su LinkedIn.





