Qualcuno ha messo su una mappa del mondo ogni luogo in cui è stata girata una scena di un film. Che figata. Poi sono andato a leggere come è costruita, e la parte geniale non è la mappa.
Movie Scene Map: clicchi un puntino e scopri cosa hanno girato lì, con la foto del posto.
Un puntino, una scena
Si chiama Movie Scene Map. Apri la mappa, clicchi un puntino e ti dice cosa hanno girato lì, con la foto del posto. Le mura di Dubrovnik del Trono di Spade, le strade di Albuquerque di Breaking Bad, Campo Imperatore.
E in più videogiochi, anime e manga, collocati dove è ambientata la storia.
Nessun database proprietario
Non c’è un database proprietario. Non c’è niente di generato. Il dato arriva tutto da Wikidata: la dichiarazione “luogo delle riprese” su ogni film, unita alle coordinate, alla foto su Wikimedia Commons e alla voce Wikipedia.
Le informazioni che vengono da una frase in un articolo sono etichettate a parte, perché una frase vale meno di una dichiarazione con fonte, e le due non si mescolano mai.
Se manca un film, non si corregge il sito
Se manca un film che conosci non lo aggiungi al sito. Lo aggiungi a Wikidata, con la fonte, e al prossimo aggiornamento compare sulla mappa e in ogni altro progetto che legge quei dati.
Tutto l’atlante si scarica in GeoJSON e CSV con licenza CC0. E c’è un endpoint MCP in sola lettura che risponde alle stesse domande agli assistenti AI, senza scraping.
La stessa lezione, dentro le aziende
Ha messo la parte bella sopra un dato aperto, strutturato e correggibile da chiunque. È la stessa lezione che rivedo ogni giorno nelle aziende: l’app è la parte facile, è il dato sotto che decide se una cosa dura dieci anni o dieci mesi.
In sintesi. Quanti dati della tua azienda vivono solo dentro un’app che, se sparisse domani, se li porterebbe via?
Come si costruisce una web app che lascia i dati in un posto vostro, leggibile e correggibile, lo raccontiamo nella guida dedicata a web app e agenti.
Questo articolo nasce da un post pubblicato su LinkedIn.





