Muda Safari: gli sprechi si vedono dove si lavora
Una giornata sul campo, insieme a chi il lavoro lo fa, per vedere dove il tempo se ne va davvero. Non un’analisi da scrivania: si guarda, si misura, si annota.
Cosa si cerca
Muda è la parola giapponese per spreco. Non sono gli errori delle persone: sono i punti in cui il processo, così com’è fatto, obbliga a sprecare tempo, materiale o attenzione.
Il tempo che si perde
Le attese e i ritorni
- Attese tra un passaggio e l’altro, anche di pochi minuti ma continue
- Lavoro rifatto due volte perché l’informazione arriva tardi
- Spostamenti e ricerche di materiale, documenti, conferme
- Riunioni e mail che servono solo a recuperare un dato
Il lavoro che non serve
Fatto per abitudine
- Controlli doppi introdotti dopo un errore di anni fa
- Report che nessuno legge più ma che qualcuno continua a compilare
- Passaggi di firma che non cambiano nessuna decisione
- Dati inseriti a mano in due sistemi diversi
Cosa resta in mano
Una lista, non un volume
- Gli sprechi trovati, con l’ordine di grandezza del tempo perso
- Quali si tolgono subito e quali richiedono un progetto
- Le persone del posto coinvolte, che hanno visto insieme a noi
- I numeri di partenza, per poter dire dopo se è cambiato qualcosa
Come si svolge una giornata
- Si sceglie dove guardare
Un reparto, una linea, un ufficio. Meglio circoscritto e guardato bene, che tutta l’azienda vista di sfuggita.
- Si va sul posto
Si segue il lavoro nel suo ordine reale, con chi lo fa. Si osserva e si chiede, non si giudica: chi lavora sa già dove si inceppa.
- Si mette insieme quello che si è visto
A fine giornata gli sprechi trovati si mettono in fila per impatto e per difficoltà, insieme al gruppo.
- Si decide da dove si parte
Due o tre interventi, con un responsabile e una data. Il resto resta scritto per dopo, non si perde.
Volete vedere dove va il tempo?
La prima consulenza è gratuita. Basta un processo che vi sembra più lento di quanto dovrebbe: quello è sempre un buon punto di partenza.