Il playbook di Microsoft regge. È la cornice che non entra in una PMI

Microsoft ha pubblicato la seconda edizione del suo playbook sull’AI. Si poteva tradurre. Abbiamo preferito riscriverlo, perché l’impianto regge ma la cornice è quella di un’azienda che qui, quasi sempre, non esiste.

Le cinque leve non sono il problema

L’ossatura del documento originale sta in cinque leve, ed è un elenco solido. Quello lo abbiamo tenuto intero, senza toglierne nessuna e senza aggiungerne.

Le cinque leve, quelle restano

  • Ambizione e obiettivi
  • Motore di diffusione
  • Persone
  • Vantaggio codificato
  • Sicurezza

Quello che non atterra

Il playbook è pensato per chi ha un ufficio di trasformazione AI dedicato dentro ogni funzione aziendale. In una PMI italiana quella cornice non atterra: non c’è l’ufficio, e spesso non c’è nemmeno la persona che se ne occupa a tempo pieno.

L’impianto regge. È la cornice che non entra dalla porta.

La prima cosa che cambia: il lean prima degli agenti

Nell’originale la raccomandazione c’è, ma sta a metà documento. Nel nostro diventa il passaggio centrale: si va a vedere il processo dove accade davvero, si toglie lo spreco, e solo dopo si decide dove mettere l’AI.

Non è una posizione teorica. È il metodo con cui lavoriamo sui nostri processi interni da prima che esistessero gli agenti, e non lo abbiamo cambiato quando sono arrivati.

La seconda: i formati che un’azienda regge davvero

Al posto dei bootcamp interni di Microsoft ci sono due giornate di laboratorio e mezz’ora settimanale di reparto, condotta da un collega e non da un formatore esterno.

È quello che un’azienda di trenta o cento persone sostiene per davvero, settimana dopo settimana. Un formato che nessuno riesce a ripetere non è formazione, è un evento.

La terza: l’AI Act, che nell’originale non c’è

Manca perché è un documento americano. Qui l’obbligo di alfabetizzazione sull’AI è in vigore da febbraio 2025 e riguarda chiunque usi questi strumenti al lavoro.

Non è burocrazia da mettere in fondo: è la condizione per poter scalare senza doversi fermare a metà.

5le leve tenute dall’originale
3le cose che abbiamo cambiato
26le pagine della nostra versione, in italiano

In sintesi. La domanda che conta non è quale strumento adottare per primo. È quale processo mappereste per primo. Se la risposta non arriva in pochi secondi, il punto di partenza non è l’AI: è capire dove il lavoro si inceppa davvero.

Dalla lettura alla pratica

L’obbligo di alfabetizzazione non è una formalità e non si chiude con una firma. Nella nostra pagina sull’AI Act trovate le scadenze e un check di dodici domande da compilare sul posto.

AI Act: scadenze e autovalutazione →

Questo articolo nasce da un post pubblicato su LinkedIn.

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