Revolut non è stata bucata: i dati sono usciti dalla porta principale

Revolut non è stata bucata. I dati sono usciti dalla porta principale, con una richiesta che aveva superato i controlli.

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Nessuno ha forzato nulla  Le quattro schede con cui lo abbiamo raccontato su LinkedIn. Scorri per vedere tutte le 4 pagine.

Come è andata

Qualcuno ha inviato richieste di informazioni da un indirizzo su un dominio di un ente governativo reale. Non un dominio somigliante: quello vero. La richiesta è passata, i dati sono stati consegnati. Solo ricontattando l’ente l’azienda ha scoperto che da lì non era mai partita.

Fuori sono andati nomi, date di nascita, indirizzi, copie di passaporti e patenti, il selfie di verifica dell’onboarding, IBAN, estratti conto e cronologie complete di transazioni, incluse quelle in Bitcoin.

680i clienti avvisati, secondo il Financial Times
10.000i bitcoin chiesti dal gruppo che si firma Revolut Smilik
780 mln $il controvalore secondo The Register

L’ICO britannico sta valutando la segnalazione ricevuta, la FCA è in contatto con l’azienda, e il gruppo minaccia di pubblicare altri dati ogni giorno.

Il controllo mancante non era tecnico

I sistemi non sono stati compromessi e i fondi non sono stati toccati. La domanda a cui si è risposto era se il dominio fosse autentico. Quella che nessuno ha fatto era se l’ente avesse davvero scritto.

Con l’AI queste richieste sono impeccabili nella forma, quindi la forma non può più essere il criterio.

Lo stesso schema, in aziende molto più piccole

Arriva ogni settimana: l’ente che chiede dati, il fornitore che comunica un IBAN nuovo, il responsabile che scrive da un indirizzo quasi identico.

L’unica cosa che regge è una procedura scritta

  • Chi può rilasciare dati
  • Quali richieste vanno confermate su un canale diverso dalla mail
  • Chi la conosce, oltre a chi l’ha scritta

In sintesi. Se domani arriva una richiesta di dati da un ente, nella vostra azienda chi la evade e con quale verifica? Se la risposta dipende da chi apre la mail, il perimetro è quello.

Dalla lettura alla pratica

Trasformare un’abitudine in una procedura scritta, che tutti conoscono e che si verifica, è il cuore del nostro metodo.

Il nostro metodo →

Questo articolo nasce da un post pubblicato su LinkedIn.

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