Ventimila dollari, due robot umanoidi opposti: chi tiene le chiavi di casa vostra

Ventimila dollari. Con la stessa cifra oggi si portano a casa due robot umanoidi che non potrebbero essere più diversi. E la differenza che conta non è tecnica.

Asimov 1 di Menlo Research: arriva in kit, e i progetti sono pubblici.

Il primo: un kit, cento ore di montaggio, tutto pubblico

Asimov 1 lo fa Menlo Research, una startup di Singapore. Arriva smontato: telaio, attuatori, sensori, cablaggi e manuali. Il montaggio richiede oltre cento ore. Progetti, distinta dei componenti e software sono pubblici, al punto che i pezzi si possono anche comprare per conto proprio, spendendo qualcosa in più.

Il secondo: pronto all’uso, e vi guarda

NEO lo fa 1X. Arriva finito. Entra in casa, apre le porte, sistema gli oggetti. Per i compiti che non sa ancora fare interviene un operatore umano da remoto, con un visore. L’azienda lo dice apertamente: senza i dati raccolti dentro le case, il prodotto non migliora.

20.000 $lo stesso prezzo per tutti e due
100+ oredi montaggio per il kit
1,20 ml’altezza di Asimov: è da laboratorio

Metterli sullo stesso piano per il prezzo è l’errore

Asimov è una piattaforma di studio alta un metro e venti, pensata per laboratori e sviluppatori. NEO è un elettrodomestico che impara. Confrontarli sul cartellino non dice niente, perché non stanno rispondendo alla stessa domanda.

Con Asimov paghi il controllo: sai cosa c’è dentro, lo ripari, lo modifichi, decidi tu dove finiscono i dati. Con NEO paghi la comodità, e una parte del conto la saldi con quello che succede nel tuo salotto.

È una scelta che abbiamo già fatto tre volte

Con i computer, con gli smartphone, poi con i modelli di intelligenza artificiale, aperti o chiusi. Ogni volta la stessa alternativa: capire cosa c’è dentro, oppure non doversene occupare. Solo che stavolta il dispositivo ha braccia, gambe e telecamere, e cammina per casa.

La stessa domanda, spostata in azienda

Non c’è una risposta valida per tutti, e chi la vende come ovvia sta vendendo altro. Ma prima di chiedersi quanto costa conviene chiedersi chi ha le chiavi: chi può aprire la macchina, chi decide cosa impara, dove finisce quello che vede.

Se lo stesso robot entrasse in un reparto invece che in un salotto, la risposta cambierebbe? Per quasi tutte le aziende con cui lavoriamo, sì. Ed è esattamente il motivo per cui vale la pena farsi la domanda prima, non dopo la firma.

In sintesi. Il prezzo uguale nasconde due modelli opposti. Uno vi dà il controllo e vi chiede tempo, l’altro vi dà tempo e vi chiede i dati. La scelta è vecchia, la novità è che adesso cammina.

Dalla lettura alla pratica

La domanda su chi tiene le chiavi vale per i robot come per qualsiasi sistema AI che entra in azienda. Nella guida all’AI Act trovate cosa la legge europea chiede di sapere, e cosa resta una vostra decisione.

Guida e check AI Act →

Questo articolo nasce da un post pubblicato su LinkedIn.

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