Roche ha annunciato di aver iniziato a costruire laboratori autonomi guidati dall’AI. Titolo perfetto, e infatti ha fatto il giro di tutte le testate. La notizia vera però sta due righe sotto.




Il laboratorio senza umani non è la notizia. Le quattro schede con cui lo abbiamo raccontato su LinkedIn. Scorri per vedere tutte le 4 pagine.
Il numero nel deck
Al Pharma Day del 28 settembre, nel deck c’è un numero: il 40% delle decisioni di pipeline tra fine 2025 e metà 2026 ha avuto un contributo AI tracciato. Con un obiettivo dell’80% entro fine anno per TargetNexus, lo strumento che valuta i bersagli di ricerca.
La parola che conta è tracciato
Roche non ha detto “usiamo l’AI”. Ha aperto un registro dove ogni decisione viene annotata con il peso che l’AI ha avuto, su tre livelli: fondamentale, di supporto, informativo.
Tradotto: circa una decisione su sei è stata determinata dall’AI. Le altre l’hanno vista come consulente.
L’autonomia è una scala, non un interruttore
Stessa logica per l’autonomia: sei gradini, da L0 tutto manuale a L5 autonomia dell’intero laboratorio. A ogni gradino l’umano cambia mestiere: operatore, assistente, approvatore, auditor.
Roche non dice a quale gradino sta oggi. I laboratori sono in costruzione, presentati agli investitori, non in esercizio.
Due numeri da tenere separati
Nel deck c’è anche il tasso di successo in Fase III sopra l’80% nel 2026, dal 65% del 2025. Roche lo mette accanto ai numeri sull’AI, non lo attribuisce all’AI. Vale la pena tenere le due cose separate.
Un foglio con tre colonne
- La decisione
- Se l’AI c’era
- Quanto ha pesato
È quello che permette di dire un 40% vero invece di un “usiamo tanto l’AI” detto a occhio.
In sintesi. Delle decisioni prese nella tua azienda questo mese, in quante sapresti dire se l’AI ha pesato?
Sapere dove l’AI lavora davvero in azienda, prima di decidere dove metterla, è il punto di partenza dell’AI Compass.
Questo articolo nasce da un post pubblicato su LinkedIn.





