La notizia non è il robot che porta gli asciugamani in hotel. Sono tre notizie noiose arrivate in Europa nelle stesse settimane, quasi senza fare rumore.
L’A3 Ultra di AGIBOT al lavoro: il metro di giudizio non sono più le capriole.
Dalla produzione di massa alla distribuzione
AGIBOT dichiara che l’A3 Ultra sta passando dalla produzione di massa alla distribuzione reale: hotel, concessionarie, supermercati, ispezione nelle metropolitane. La scheda è quella presentata al WAIC di luglio.
La scheda dichiarata
- 1,74 metri di altezza, 51 gradi di libertà
- 5 kg di carico per braccio
- Otto ore di autonomia
- Cambio batteria e ricarica autonoma
Fino a un anno fa il metro di giudizio erano le capriole. Oggi sono le ore di servizio. Sulla linea di ispezione tablet di Longcheer l’azienda parla di 36 ore per entrare in produzione e di fermi sotto il 4 per cento: numeri dichiarati dal produttore e non verificati da terzi.
La parte che riguarda noi è successa in Europa
Il 2 settembre a Šabac, in Serbia, ha aperto con Minth Group la prima linea europea di produzione di umanoidi, con 20 milioni di euro sulla prima linea. Il 4 settembre, a IFA Berlino, sono arrivate la certificazione TÜV Rheinland per la serie A e l’accordo con Tekpoint per la distribuzione.
Il collo di bottiglia si è spostato
Prima la domanda era se il robot sapesse fare il lavoro. Adesso è chi lo assembla, chi ne risponde davanti a un’ispezione, chi lo consegna e chi lo ripara il giorno che si ferma.
È lo stesso passaggio di qualsiasi attrezzatura che entra in azienda: il momento in cui smette di essere una dimostrazione e diventa un contratto, con dentro tempi di intervento, ricambi e responsabilità.
In sintesi. Se domani vi proponessero un umanoide a noleggio per la sala o per il magazzino, quale documento chiedereste per primo? La risposta dice molto più sul vostro processo di acquisto che sul robot.
Questo articolo nasce da un post pubblicato su LinkedIn.





