Cosa succede quando una persona e un’intelligenza artificiale lavorano insieme ogni giorno per dodici mesi? Da settembre 2025 a settembre 2026 abbiamo contato tutto. Questi numeri sono contati, non stimati.










Un anno di codice Le dieci schede con cui abbiamo raccontato l’anno su LinkedIn. Scorri per vedere tutte le 10 pagine.
Dodici mesi in sei numeri
Il ritmo non è stato costante
Si parte piano: settembre 2025 vale venticinquemila righe. Poi il ritmo sale, e luglio 2026 da solo vale quasi mezzo milione di righe. Non perché sia cambiato il modello, ma perché è cambiato il modo di lavorarci.
È la parte più interessante della curva, e vale la pena dirla per chi comincia adesso: i primi mesi sembrano deludenti. Servono a capire cosa affidare, come chiederlo e come verificarlo. Dopo, la curva si impenna da sola.
Dove è andato il lavoro
111 progetti, per area
- 22 su operazioni quotidiane: gestionali, inventari, chiusure di cassa, controlli qualità
- 15 fra demo e clienti esterni, con 58 dimostrazioni pronte da mostrare
- 13 su persone e organizzazione: turni, ferie, timbrature, costo del lavoro, colloqui
- 12 su sistemi vecchi e infrastruttura: AS/400, Oracle, bridge di rete, bonifica server
- 12 fra consulenza e commerciale, e 37 fra marketing, formazione e progetti personali
La scala delle difficoltà
Le applicazioni gestionali sono il pane quotidiano. Le automazioni e i processi pianificati vengono subito dopo. Poi l’integrazione dell’AI dentro i processi, i bridge di rete, e in cima il reverse engineering dei sistemi legacy.
Quest’ultima è la parte che sorprende chi non lavora in azienda: gestionali nati prima degli smartphone che adesso parlano con le web app. Non è nostalgia, è dove stanno i dati veri.
Il codice è metà del lavoro
L’altra metà sono i documenti che aprono le porte: cinquantasei presentazioni, trenta offerte e preventivi, sei corsi di formazione per un totale di sessantadue moduli.
In un mese solo, agosto, contiamo 5.576 azioni fra letture, comandi e modifiche, e 27.800 messaggi scambiati. Non è una collaborazione occasionale: è un modo di lavorare tutti i giorni.
Le imprese dell’anno
Quelle che ricordiamo
- Un gestionale legacy sostituito: da terminale a fosfori verdi a web app completa
- Un incidente sui dati risolto, con un foglio di controlli svuotato per errore e ripristinato
- Tutta la rete delle sedi raggiungibile da remoto, deploy e manutenzione senza spostarsi
- 69 errori documentati una volta e mai ripetuti due
In sintesi. L’AI non sostituisce, moltiplica. Il lavoro aumentato non è il futuro: è già qui, e questi sono i numeri di dodici mesi passati a farlo tutti i giorni.
Se volete vedere come si mette in pratica, il modo più diretto è un percorso dentro i vostri processi. Si parte da quello che fate già, non da un esempio.
Questo articolo nasce da un post pubblicato su LinkedIn, dove pubblichiamo ogni settimana.





