Gli agenti si sono inventati un gergo, e il registro ha smesso di spiegare

Fino al 55% dei messaggi fra agenti è diventato incomprensibile a un osservatore umano in pochi giorni. I titoli parlano di linguaggio segreto. Lo studio racconta qualcosa di più banale, e di più scomodo.

Non è un linguaggio segreto. È gergo., pagina 1Non è un linguaggio segreto. È gergo., pagina 2Non è un linguaggio segreto. È gergo., pagina 3Non è un linguaggio segreto. È gergo., pagina 4

Non è un linguaggio segreto. È gergo.  Le quattro schede con cui lo abbiamo raccontato su LinkedIn. Scorri per vedere tutte le 4 pagine.

Sette mondi identici, sedici giorni

Emergence AI ha costruito sette mondi uguali, uno per modello, dieci agenti ciascuno, e li ha lasciati vivere sedici giorni. Alla fine ha misurato quanta parte delle conversazioni un osservatore umano riusciva ancora a interpretare in modo affidabile.

55%i messaggi non più interpretabili nel mondo Gemini
50%nel mondo OpenAI, oltre il 40% in quello Claude
16i giorni bastati perché succedesse

Nei mondi Qwen e Mistral il linguaggio è rimasto leggibile. Non è quindi una legge di natura degli agenti: dipende dal modello.

Non si sono nascosti. Hanno compresso

Nessuno ha costruito un codice per sfuggire al controllo. Gli agenti hanno compresso, come fa qualsiasi squadra che lavora insieme abbastanza a lungo. Una cucina, un pronto soccorso, un cantiere: tutti sviluppano un gergo che da fuori suona come un’altra lingua.

Il dettaglio che colpisce è su cosa hanno coniato le parole. Un’espressione per dire verifica fatta da qualcuno che non è coinvolto, comparsa oltre 1.400 volte. Un’altra per dire che il registro ricorda chi ha fatto cosa, quasi 5.000 volte.

Hanno inventato il gergo della responsabilità. Prima ancora che glielo chiedesse qualcuno.

Il punto operativo non è che parlino strano

È che i messaggi restano tutti lì, visibili, salvati. Il registro continua a esistere e smette di spiegare. Leggibile e comprensibile non sono la stessa cosa, e diamo per scontato che vedere quello che un agente scrive significhi sapere cosa sta facendo.

Cosa chiedere a un registro, oltre al fatto che esista

  • Che sia ricostruibile fra sei mesi, non solo consultabile oggi
  • Che dica perché una decisione è stata presa, non soltanto cosa è successo
  • Che resti leggibile da una persona che non seguiva il flusso mentre girava
  • Che indichi chi ha approvato il passaggio, quando l’approvazione serviva

Chi si occupa di rischi lo ha già spostato in alto

Ad agosto OWASP ha spostato l’autonomia eccessiva dal sesto al terzo posto dei rischi 2026, e lo ha fatto guardando gli incidenti veri, non gli scenari.

In sintesi. Se fra sei mesi doveste ricostruire perché un vostro flusso automatico ha deciso in un certo modo, quel registro vi basterebbe? Se la risposta è forse, il problema non è il modello: è cosa avete chiesto che venisse scritto.

Dalla lettura alla pratica

Decidere quanta autonomia dare a un agente, e cosa deve restare scritto a ogni passaggio, è una delle prime cose che mettiamo in ordine in azienda. Nelle nostre guide trovate come si imposta.

Le nostre guide a Claude →

Questo articolo nasce da un post pubblicato su LinkedIn.

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